Il quarto murale
Per il quarto murale della serie Poetry Unbound, l'artista italiano Sebastiano Toncini ha incorporato una poesia della poetessa olandese Saskia Stehouwer in un murale ricco e intenso.
Informazioni sul posto
Molassana, nella Val Bisagno genovese, segna una transizione tra la città densamente popolata e le comunità vallive che un tempo si sviluppavano lungo il fiume. Plasmato dall'espansione del XX secolo, il quartiere si è sviluppato in un ambiente stratificato di abitazioni, piccole attività commerciali e importanti infrastrutture stradali. Oggi, Molassana è un quartiere vissuto e socialmente vivace: non uno scenario turistico, ma un luogo di movimento quotidiano. Il murale Poetry Unbound ha riscosso un forte impatto sul Comune IV Media Val Bisagno, che ha espresso l'intenzione di continuare a collaborare e di aprire ulteriori muri nell'area per interventi artistici.
Informazioni sul murale
Dipinto su un muro di contenimento lungo una strada trafficata, il murale di Sebastiano Toncini trasforma una superficie funzionale in cemento in uno spazio narrativo. La composizione si sviluppa in due parti: un volto femminile stilizzato, parzialmente coperto da una mano in un gesto di vigile vulnerabilità, e un paesaggio urbano denso e sovrapposto, reso in una prospettiva volutamente instabile. La città dipinta non è una rappresentazione letterale di Genova, ma un riflesso emotivo del suo carattere stratificato e stratificato. Installato in uno spazio in continuo movimento, il murale si rivolge allo sguardo di passaggio, incontrato da pedoni e automobilisti come parte del flusso cittadino. Piuttosto che decorare il muro, lo rivendica, suggerendo che anche i margini infrastrutturali possono diventare luoghi di significato e immaginazione condivisi.
La poesia
Per questo capitolo, la poetessa olandese Saskia Stehouwer ha scritto "Pellegrini e altri pedoni" , una poesia in tre parti che affronta la città come un corpo e un labirinto. Uccelli, parole, strade, preghiere e ricordi si intrecciano mentre i camminatori si muovono senza cercare un'uscita. La città porta con sé rabbia e sogni, ma lascia spazio nelle sue ossa a chi la attraversa. Insieme, poesia e murale presentano la città come un luogo di passaggio e appartenenza, dove i muri non solo dividono, ma parlano.
